Una Repubblica “antimeritocratica” fondata sul lavoro precario
A volte mi chiedo perché in Italia, come altrove, la cosiddetta “meritocrazia” venga invocata solo nei riguardi dei lavoratori subordinati, che sono sempre più soggetti e vincolati a parametri di efficienza produttiva, evidentemente per costringerli a farsi sfruttare in modo crescente, mentre tali principi meritocratici non valgono e non sono applicati nei confronti dei livelli padronali, ossia i megadirigenti e i supermanager che percepiscono compensi abnormi a prescindere dal rendimento e dai risultati ottenuti. Si pensi, ad esempio, al caso dei quadri dirigenti responsabili del fallimento dell’Alitalia o ad altri scandali e bancarotte indubbiamente eclatanti nella recente storia nazionale. Leggi Tutto



L’Italia, si sa, è un paese particolare, con molti curiosi primati (risparmio, possesso di case in proprietà, vincita di campionati mondiali di sport stranissimi, ecc.). Da un po’ di tempo, anche se in sordina, l’Italia può vantarne un altro: è il primo paese al mondo ad avere un vicepresidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Roberto De Mattei, che non crede all’evoluzione.
“Dividetevi da Turati e poi alleatevi con lui!”, indicava con forza Lenin ai comunisti italiani nella fase della scissione di Livorno e negli anni che preannunciavano l’avvento del fascismo. E ciò non spingeva nessuno a definire il capo della Rivoluzione d’Ottobre un moderato.
Due coordinate luminescenti: “Invertire la coazione a ripetere le divisioni, rottamando il circuito che per 15 anni ha macinato la sinistra fino a provocarne la completa inattendibilità, e riposizionare esplicitamente il proprio baricentro nel conflitto sociale, che è un punto di riferimento decisivo”. Per Paolo Ferrero è attraverso questi due assi che dal prossimo sabato mattina deve incamminarsi la Federazione della sinistra, in quanto “principale bacino di coltura” attraverso cui dare consistenza a quella “massa critica” intesa a “mettere insieme tutti quanti sono disponibili a realizzare una sinistra autonoma, indipendente e strategicamente alternativa rispetto al Pd”.
Il presidente del Venezuela, Hugo Chavez. ha minacciato la nazionalizzazione delle banche private perché si rifiutano di concedere prestiti ai poveri e non riescono a sostenere in modo sufficiente lo sviluppo del paese.



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