L’Onda sfida la questura
L’Onda sfida la questura. Il primo effetto del protocollo sui cortei firmato dalla prefettura e dal Comune è infatti la soppressione, decisa ieri all’improvviso, di una delle tre manifestazioni per la scuola che domani avrebbero dovuto attraversare la città. Oltre allo “sciopero della conoscenza”, manifestazione nazionale indetta dalla Cgil con corteo, alle ore 9.30, da piazza della Repubblica a piazza del Popolo e alla manifestazione dei liceali romani da Piramide al ministero dell’Istruzione, universitari e precari si erano dati appuntamento in piazzale Aldo Moro per raggiungere il dicastero in viale Trastevere.
Dopo un primo sì accordato ai manifestanti, ieri mattina è arrivata la doccia fredda. Appena il 4 dicembre la stessa questura aveva approvato il percorso piuttosto lungo dell’Onda, dalla Sapienza al ministero della Gelmini, passando per Termini, l’Esquilino, via Merulana, l’Aventino, Porta San Paolo e via Marmorata. Poi ci si è messo di mezzo l’embargo natalizio sulle vie del centro e dello shopping e il protocollo che impedisce lo svolgersi in contemporanea di più cortei per evitare la paralisi nel cuore della città.
Un divieto che però non arresta l’Onda, intenzionata, al momento, a sfilare comunque fino al ministero. Con o senza autorizzazione. «Crediamo sia importante rivendicare il diritto a manifestare, contro i processi di dismissione di scuola e università, contro ogni forma di precarizzazione del nostro lavoro e delle nostre vite – hanno scritto gli studenti in un comunicato. – Per questo venerdì attraverseremo le strade della città riprendendoci la libertà d’espressione e il diritto a manifestare».
Con l’Onda ci sarà anche il Coordinamento dei collettivi che ieri ha assediato il Rettorato, e gli studenti medi riuniti in assemblea cittadina al Mamiani. Il Coordinamento dei precari, invece, che si è riunito stanotte per decidere le nuove forme di protesta, sta pensando a rinunciare al corteo per un sit-in, questo sì autorizzato, davanti al ministero. Anche se, spiega un insegnante, «il divieto è un gesto arbitrario e provocatorio e quindi manifesteremo comunque davanti al luogo responsabile dei tagli alla scuola pubblica». Parole condivise anche dagli esponenti di partiti e movimenti della sinistra, da Paolo Ferrero del Prc a Peciola di Sinistra e libertà, ad Alzetta di Action, e dai sindacati, come la Cgil, che non hanno firmato il protocollo “regola cortei”.
Per la Capitale si preparano comunque altri tre giorni di traffico e deviazioni dei mezzi pubblici. Si comincia stamattina con il corteo dei lavoratori del comparto navale da piazza della Repubblica a via Molise e il sit-in a Santi Apostoli. Domani, oltre ai lavoratori della scuola, in piazza Venezia, chiusa per buona parte della mattinata, l’omaggio al Milite Ignoto.
di Viola Giannoli e Tea Maisto su “La Repubblica – Roma”







Sono semplicemente un comunista che mette a disposizione questo spazio virtuale (visitato da un numero di persone sempre maggiore, grazie anche alla vecchia versione del sito) per informare, discutere ed interloquire con il maggior numero di compagne e compagni.