Chi Sono...

Mi chiamo Alessandro Belmonte e sono nato il giorno dopo la Festa dei Lavoratori nell'anno in cui un giovanissimo Beppe Bergomi (con baffone annesso) esordiva in un mondiale vincendolo. Sono orgogliosamente calabrese (di Rose, in provincia di Cosenza) anche se ormai da molto tempo vivo a Bologna. Le mie passioni sono: la politica, le nuove tecnologie e il ciclismo (da spettatore).

Cosa Faccio...

Sono un comunista a tempo indeterminato. Ho gestito per alcuni anni il sito "Il Brigante Rosso" che ora ho trasformato, per ragioni di tempo, in un Blog (spero vi piaccia). Sono iscritto al Partito dei Comunisti Italiani e coordino la Fgci (Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani) dell'Emilia Romagna. Prima di morire mi piacerebbe potermi iscrivere ad un unico Partito Comunista.

L’azzardo di Napolitano

È sorprendente come tra i commenti che la stampa «libera» di Repubblica permette di conoscere sul discorso di fine anno del Presidente della Repubblica quelli più condivisibili siano, con accenti diversi, i giudizi espressi da due esponenti delle Lega, ovvero Calderoli e Maroni.

Il primo definisce con toni un po’ offensivi, non tanto per Napolitano quanto per il povero Cetto Laqualunque, il discorso del Presidente (uso la maiuscola solo per il rispetto che si deve alla carica) pieno di luoghi comuni mentre l’ex numero uno del Viminale evidenzia come il Presidente della Repubblica si sia spinto, e non da ieri, nell’ambito dell’indirizzo politico che, stando alla Costituzione nata dalla Resistenza, non gli spetterebbe.

Ma ciò che più ha colpito la mia attenzione è stato non solo la retorica sul centocinquantesimo anniversario dell’unità nazionale e sul futuro delle giovani generazioni, utile a chiedere ulteriori sacrifici ai soliti noti, ma anche e soprattutto il riferimento al mancato scioglimento delle Camere in cui Napolitano definisce un azzardo il ricorso ad elezioni anticipate che vengono definite, quasi in modo dispregiativo, un «conseguente scontro elettorale».

Conosco bene la tesi di chi sostiene, così come Napolitano, che nell’attuale situazione di crisi economica sarebbe stato contro l’interesse nazionale andare ad elezioni anticipate, ma la contesto sia perché l’esempio greco non fa di certo ben sperare sia perché a chi, se non il popolo, attraverso la valutazione dei programmi elettorali, sarebbe dovuto spettare individuare quali fossero le priorità, quali sprechi colpire e su quali settori investire?

Ah giusto! Alla Banca Centrale Europea! Ops! Volevo dire al governo dei professori lacrimanti.

P.S. non vorrei che seguendo questa teoria, nel caso si dovesse aggravare situazione (come purtroppo avverrà), nel 2013, nonostante il termine naturale della legislatura, si dovesse decidere che sarebbe un azzardo andare al voto. Tanto ormai non mi sorprendo di nulla.

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8 Commenti su “L’azzardo di Napolitano”

  1. ABADDON scrive:

    bhè sarebbe una dittatura vera e propria

  2. scoppe scrive:

    Migliorista si, ma di questa CEPPICA.
    SPIA americana

  3. ventopiumoso scrive:

    beh ma è chiaro che finirà così, nel 2013 :) (sempre se ci arriveremo)

  4. Adelio scrive:

    Bhe’ capisco, ma non mi adeguo. Nè me la sento di sostenere la tesi di due esponenti del peggior governo della Repubblica. Governo che è caduto non per la straordinaria forza dell’opposizione politica e sociale (inesistente) ma per uno” straordinario intervento” della Massima Carica dello stato ( non credo fosse il solo a volerlo).

  5. Il Brigante Rosso scrive:

    @Adelio io non metto in discussione che sia assolutamente vero che Napolitano non fosse l’unico a volere la caduta del peggior (fino ad ora) governo della Repubblica e che ciò trovasse riscontro nella maggioranza dei cittadini italiani (altrimenti non si spiegherebbero le manifestazioni di giubilo seguite alla caduta del governo Berlusconi). Ciò che mi chiedo è perché si ritenga un azzardo il voto attraverso cui il popolo esercita la sovranità.

  6. ciao74 scrive:

    per piacere cancellate anche me dall’invio di e-mail. Non ho mai richiesto iscrizione. Grazie e saluti

  7. Il Brigante Rosso scrive:

    @ciao74. Appena fatto.

  8. Claudio Guardo scrive:

    Anche io posso dire capisco ma non mi adeguo. In ogni caso non voglio sostenere le tesi dei leghisti, e non voglio nessun “dialogo” con razzisti e fascisti di ogni specie. Credo che la Banca Centrale Europea non volesse le elezionmi, e tanto ci basti. Del resto, metà delle cose in Italia non si possono fare perchè non vogliono gli USA, metà perchè non vuole la Chiesa, metà perchè non vuole la Banca Centrale Europeae, e il resto è proprietà di Berlusconi.

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