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	<title>Il Brigante Rosso &#187; Cronaca</title>
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	<description>Il Blog di un Comunista</description>
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		<title>Il giorno della memoria corta</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:57:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[auschwitz]]></category>
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		<description><![CDATA[La storia: il 27 gennaio del 1945 le truppe dell&#8217;Armata Rossa dell&#8217;Unione Sovietica guidata da Stalin, durante l&#8217;offensiva verso Berlino, giunsero nella città di Auschwitz e liberarono i superstiti del campo di sterminio tedesco mostrando al mondo le barbarie del nazifascismo. Nei vari campi di sterminio furono torturati ed assassinati nell&#8217;ordine ebrei, prigionieri di guerra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilbriganterosso.info/wp-content/uploads/2012/01/auschwitz.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-404" title="auschwitz" src="http://www.ilbriganterosso.info/wp-content/uploads/2012/01/auschwitz.jpg" alt="" width="350" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La storia:</strong> il 27 gennaio del 1945 le truppe dell&#8217;Armata Rossa dell&#8217;Unione Sovietica guidata da Stalin, durante l&#8217;offensiva verso Berlino, giunsero nella città di Auschwitz e liberarono i superstiti del campo di sterminio tedesco mostrando al mondo le barbarie del nazifascismo. Nei vari campi di sterminio furono torturati ed assassinati nell&#8217;ordine ebrei, prigionieri di guerra sovietici, polacchi non ebrei, rom e sinti, disabili e pentecostali, massoni, omosessuali, testimoni di Geova, dissidenti politici, slavi etc.<span id="more-405"></span></p>
<div>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>L&#8217;informazione <em>(fonte «La Repubblica»)</em>:</strong> «istituito dieci anni fa, il Giorno della Memoria si celebra il 27 gennaio perché in questa data le Forze Alleate liberarono Auschwitz dai tedeschi. Il ricordo passa anche dal web, con un database con le schede degli ebrei italiani che furono deportati e &#8220;Memoro&#8221; progetto creato dall&#8217;Associazione Banca della Memoria».</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Spariscono i liberatori, spariscono gran parte delle vittime.</p>
</div>
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		<title>Giustizia vo&#8217; cercando</title>
		<link>http://www.ilbriganterosso.info/2011/05/08/giustizia-vo-cercando/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 May 2011 17:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[incendio]]></category>
		<category><![CDATA[panificio]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;U figliu i &#8216;Ntoniu u pilurussu, u panettieri&#8221; (Il figlio di Antonio, il panettiere con i capelli rossi). Così, quando ero bambino, rispondevo alle persone anziane che, come spesso succede nei piccoli paesi della Calabria e del Sud in genere, sono soliti chiedere &#8220;giuvinò a chini si figliu?&#8221; (ragazzino, chi è tuo padre?). Per me, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilbriganterosso.info/wp-content/uploads/2011/05/incendio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-335" title="incendio" src="http://www.ilbriganterosso.info/wp-content/uploads/2011/05/incendio.jpg" alt="" width="350" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;U figliu i &#8216;Ntoniu u pilurussu, u panettieri&#8221; (Il figlio di Antonio, il panettiere con i capelli rossi). Così, quando ero bambino, rispondevo alle persone anziane che, come spesso succede nei piccoli paesi della Calabria e del Sud in genere, sono soliti chiedere &#8220;giuvinò a chini si figliu?&#8221; (ragazzino, chi è tuo padre?).<span id="more-336"></span></p>
<div>
<p style="text-align: justify;">Per me, che all&#8217;epoca frequentavo la scuola elementare, era naturale rispondere così, come naturale e familiare era la presenza a fianco casa mia del panificio, costruito grazie ai sacrifici dei miei nonni in Germania e che, per molto tempo, è stato di fatto l&#8217;unica fonte di guadagno della mia famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma per me e mio fratello, poco più che bambini, era anche e soprattutto un luogo dove giocare e lo spazio dove festeggiavamo il compleanno o altre ricorrenze che, a quella età, si sa, rappresentano un vero e proprio evento.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi, per una serie di vicissitudini economiche, mio padre decise di cedere l&#8217;attività, mantenendo comunque la proprietà dell&#8217;immobile, e di intraprendere, a sua volta, l&#8217;ennesimo viaggio della speranza in Germania.</p>
<p style="text-align: justify;">Col tempo la gestione del panificio è stata acquisita da tre tra i miei più cari amici che, con tanto sacrificio e fatica, erano riusciti a garantirsi, dopo anni di lavoro sottopagato, una fonte di reddito sicura. Almeno fino ad oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, stanotte, intorno alle due, la mano esperta di presunti uomini d&#8217;onore ha incendiato e distrutto sia l&#8217;attrezzatura sia l&#8217;immobile. Un atto criminale che ha squarciato la serenità della nostra modesta comunità di campagna a partire ovviamente da chi, come i miei amici, in poche ore si sono visti andare in fumo i risparmi di una vita e chi, come i miei anziani nonni, sono rimasti scioccati dalla terribile esperienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero solo che le forze dell&#8217;ordine siano in grado di individuare sia gli esecutori materiali sia il mandante e che questo atto di vigliaccheria non rimanga impunito.</p>
</div>
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		<title>Quei saluti romani</title>
		<link>http://www.ilbriganterosso.info/2011/03/21/quei-saluti-romani/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 16:40:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[fascisti]]></category>
		<category><![CDATA[montesel]]></category>
		<category><![CDATA[susegana]]></category>

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		<description><![CDATA[Gentile sindaco Gianni Montesel, torno a scriverle, dopo oltre un anno, in merito al sacrario dedicato ai Caduti della Repubblica di Salò ubicato presso il cimitero comunale di Susegana. Lo faccio dopo aver ascoltato, l’altro giorno in piazza, il suo intervento durante le celebrazioni dell’Unità d’Italia del quale ho apprezzato molto il richiamo all’unità nazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Calibri;"><a href="http://www.ilbriganterosso.info/wp-content/uploads/2011/03/dicaniosalutoromano.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-312" title="dicaniosalutoromano" src="http://www.ilbriganterosso.info/wp-content/uploads/2011/03/dicaniosalutoromano.jpg" alt="" width="350" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Calibri;">Gentile sindaco Gianni Montesel,</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Calibri;">torno a scriverle, dopo oltre un anno, in merito al sacrario dedicato ai Caduti della Repubblica di Salò ubicato presso il cimitero comunale di Susegana.<span id="more-313"></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Calibri;">Lo faccio dopo aver ascoltato, l’altro giorno in piazza, il suo intervento durante le celebrazioni dell’Unità d’Italia del quale ho apprezzato molto il richiamo all’unità nazionale ed al valore della Resistenza. Parole che assumono un significato ancora più importante proprio perché pronunciate in una parte del nostro Paese dove, spesso, le spinte secessionistiche si fondono con il più bieco revisionismo storico, basti pensare che uno degli esponenti di spicco della Lega Nord in provincia di Treviso è quel Giancarlo Gentilini che rivendica con orgoglio il suo passato (passato?) fascista.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Calibri;">Ma lo faccio soprattutto dopo aver assistito, sabato pomeriggio, ad una scena che non trovo altro modo per definire che vomitevole. Infatti, recandomi al cimitero, mi sono imbattuto in tre distinti signori (quelli che un tempo si sarebbero definiti fascisti in doppiopetto) che, con apparente non curanza, hanno reso omaggio al monumento con il saluto romano e inneggiando al Duce. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Calibri;">Come vede, purtroppo, quel sacrario rischia di essere un luogo di ritrovo per fascisti di ogni risma tanto è vero che, dopo una ricerca su internet, ho appreso che il primo maggio vi si terrà una commemorazione organizzata dai nostalgici del regime fascista e che, tra l’altro, non è la prima volta che ciò avviene.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Calibri;">Le chiedo quindi innanzitutto di evitare che il primo maggio si svolga nel suo Comune questa adunata di neo e postfascisti e che si adoperi in prima persona affinché quel monumento venga rimosso dal cimitero di Susegana. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Calibri;">Lo deve proprio a quella &#8220;Italia che Resiste&#8221; che lei ha ricordato, citando la stupenda canzone di Francesco De Gregori, lo scorso 17 marzo in piazza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Calibri;">La lascio con le parole di Sandro Pertini, un grande partigiano, prima ancora che Presidente della Repubblica, il quale sosteneva che fosse necessario combattere il fascismo con “alto animo” poiché “il fascismo è l&#8217;antitesi della fede politica, perché opprime tutti coloro la pensano diversamente”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Calibri;">In attesa di una sua risposta le invio i miei più cordiali saluti,</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Calibri;">Alessandro Belmonte </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Calibri;">P.S. Questa volta ho deciso di scriverle in forma pubblica dal mio Blog dove sarò ben lieto di pubblicare la sua eventuale risposta. </span></p>
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		<title>Calabria: &#8216;ndrangheta e spazzatura?</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 21:37:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[spazzatura]]></category>
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		<description><![CDATA[Non c&#8217;è pace per la mia Calabria. In pochi giorni è passata dal bidone della spazzatura del Comune di Spresiano (Tv) alla rappresentazione stereotipata che ne ha dato Striscia la Notizia stasera. Succede, infatti, che, alcuni giorni fa, in un piccolo comune del trevigiano decidono di pubblicizzare un incontro sulla raccolta differenziata utilizzando un&#8217;immagine in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilbriganterosso.info/wp-content/uploads/2011/02/calabresitoscano.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-269" title="calabresitoscano" src="http://www.ilbriganterosso.info/wp-content/uploads/2011/02/calabresitoscano.jpg" alt="" width="350" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non c&#8217;è pace per la mia Calabria. In pochi giorni è passata dal bidone della spazzatura del Comune di Spresiano (Tv) alla rappresentazione stereotipata che ne ha dato Striscia la Notizia stasera.<span id="more-271"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Succede, infatti, che, alcuni giorni fa, in un piccolo comune del trevigiano decidono di pubblicizzare un incontro sulla raccolta differenziata utilizzando un&#8217;immagine in cui si vede un omino stilizzato che lancia nelle &#8220;scoazze&#8221; (per dirla con la lingua autoctona) la sagoma della Calabria.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cn24.tv/news/19512/a-spresiano-di-treviso-la-calabria-finisce-nel-cestino-dei-rifiuti.html" target="_blank">La notizia</a>, dopo un po&#8217;, fa il giro della rete finendo anche su La Repubblica, tanto che il sindaco Riccardo Missiato (non leghista ma passato agli onori della cronaca per aver definito i gay malati e deviati) è costretto a scusarsi dicendo che si era trattato solo di uno spiacevole errore di superficialità in quanto era stata presa la prima immagine da google e nessuno si era reso conto che quella nel cestino fosse la Calabria.</p>
<p style="text-align: justify;">Considerando che la geografia è una delle materie più odiate dagli italiani e dato che l&#8217;immagine del volantino sembrava un po&#8217; sfocata, decido di credere al sindaco.</p>
<p style="text-align: justify;">Però giusto, per curiosità, ho fatto una <a href="http://www.ilbriganterosso.info/wp-content/uploads/2011/02/googlecalabriadifferenziata.png" target="_blank">ricerca</a> su google immagini con la parola chiave &#8220;raccolta differenziata&#8221; scoprendo che non è vero che quella sia la prima immagine. Per trovarla infatti bisogna scendere fino all&#8217;undicesima linea e, nell&#8217;immagine originale, la Calabria si vede molto bene. L&#8217;unico dato positivo è che poteva andare ancora peggio perché se fossero scesi alla riga successiva a finire nel rusco sarebbe stata tutta l&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Stasera guardando Striscia la Notizia noto che anche il telegiornale satirico di Antonio Ricci ha deciso di occuparsi del caso. Ottimo, dico. Ma, Moreno Morello, con il suo <a href="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2011_02_more15.flv" target="_blank">servizio</a> riesce nell&#8217;impresa di procurare un danno ancora peggiore. Infatti, la Calabria sarebbe rappresentata in questo caso da due loschi e taciturni figuri in gessato ed occhiali scuri da sole. Insomma da immondizia a &#8216;ndranghetisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Scriveva il calabrese Corrado Alvaro:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Il calabrese è curioso di conoscere e di sapere, la sua delizia è ascoltare le persone colte che parlano, anche se a lui non arriva interamente il senso dei grandi e profondi concetti. È come il povero davanti allo spettacolo di una festa apparecchiata, non per lui, ma di cui gli arrivano i suoni, le luci, i colori. Senza invidia. con un cocente rimpianto d&#8217;un bene fatto per tutti gli uomini.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Ma, a quanto sembra, le persone colte da ascoltare sono diventate merce più unica che rara.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Grazie Pirata</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 08:55:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ciclismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco pantani]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è stato un tempo, nemmeno troppo lontano, in cui qualcuno spodestò il &#8220;Dio Pallone&#8221;. È domenica 8 ottobre 1995, su Raiuno l&#8217;Italia di Sacchi, vice-campione del mondo, gioca contro la Croazia per le qualificazioni agli europei d&#8217;Inghilterra dell&#8217;anno successivo ma, quel giorno, non sarà l&#8217;evento sportivo più seguito. Infatti, in quello stesso momento, milioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilbriganterosso.info/wp-content/uploads/2011/02/marcopantani.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-265" title="marcopantani" src="http://www.ilbriganterosso.info/wp-content/uploads/2011/02/marcopantani.jpg" alt="" width="350" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è stato un tempo, nemmeno troppo lontano, in cui qualcuno spodestò il &#8220;Dio Pallone&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">È domenica 8 ottobre 1995, su Raiuno l&#8217;Italia di Sacchi, vice-campione del mondo, gioca contro la Croazia per le qualificazioni agli europei d&#8217;Inghilterra dell&#8217;anno successivo ma, quel giorno, non sarà l&#8217;evento sportivo più seguito. Infatti, in quello stesso momento, milioni di italiani sono sintonizzati su Raitre dove, l&#8217;indimenticabile Adriano De Zan, commenta la fasi finali del mondiale di ciclismo di Duitama che verrà vinto dallo spagnolo, fino ad allora sconosciuto, Abraham Olano.<span id="more-266"></span> A tenerli incollati davanti alla televisione è un omino che viene dal mare, il suo nome è Marco Pantani. In quel mondiale poi arrivò terzo ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Eppure allora non era ancora &#8220;Il Pirata&#8221; anche se aveva già incantato gli appassionati di ciclismo con due splendide vittorie di tappa al Giro del &#8217;94 ed il secondo posto finale dietro alla meteora Evgenij Berzin e davanti a sua maestà Miguel Indurain, ripetendosi pure al Tour de France dove partecipò per fare esperienza e si ritrovò sul podio agli Champs Élysées.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Quel &#8217;95 invece era iniziato nel peggiore dei modi con un incidente durante gli allenamenti che lo costrinse a saltare il Giro e ad affrontare il Tour non in perfette condizioni fisiche ma, ciò nonostante, ottenne i suoi primi successi di tappa alla &#8220;Grande Boucle&#8221; nella leggendaria scalata dell&#8217;Alpe d&#8217;Huez e nella nebbia di Guzet Neige guadagnandosi l&#8217;appellativo di &#8220;Le Petit Elephants&#8221; (Elefantino).</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Ma il cuore dei francesi lo aveva già conquistato l&#8217;anno precedente. È il 20 luglio 1994, si disputa la diciassettesima tappa, da Bourg d&#8217;Oisans a Val Thorens, uno dei quei tapponi alpini con più salite concentrate in pochi chilometri. Pronti via, all&#8217;inizio della prima salita Pantani cade. I compagni si fermano ad aspettarlo ma sembra sia sul punto di ritirasi. La fatica è tanta ed il sogno di salire sul podio della corsa più prestigiosa si allontana. Ma ad un tratto la voglia di continuare prende il sopravvento sullo sconforto. Siamo sul secondo gran premio della montagna e Pantani passa dopo solo un minuto dai migliori. Riprende il gruppo della maglia gialla all&#8217;inizio della salita successiva ma intanto è già partita la fuga importante e la fatica fatta per recuperare si fa sentire. Negli ultimi tornanti del Col de la Madeleine accade l&#8217;imprevedibile. Pantani scatta e scollina insieme a Virenque, Indurain e Zülle dopo circa tre minuti dagli uomini in fuga. Ma era solo una prova in attesa dell&#8217;ascesa conclusiva. Infatti appena inizia l&#8217;ultima salita Pantani lascia sul posto i migliori e si lancia all&#8217;inseguimento dei fuggitivi. Troppo tardi per conquistare la vittoria di giornata che va a Rodriguez ma in tempo per guadagnarsi un posto sul podio finale affianco all&#8217;immancabile Miguel Indurain e al lettone Piotr Ugrumov.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Quel &#8217;95 si concluse purtroppo in un modo ancora peggiore quando venne incredibilmente investito da un&#8217;automobile durante la Milano-Torino che ne mise a repentaglio la vita oltre che la carriera.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Perse così tutto il &#8217;96 e ritornò al Giro del &#8217;97 con una squadra, la Mercatone Uno, creata a sua immagine e somiglianza ma la sfiga era ancora in agguato e, questa volta, assunse le sembianze di un gatto che nelle discesa del valico di Chiunzi attraversò la strada e, facendolo cadere, lo costrinse al ritiro dopo aver concluso la tappa in lacrime scortato dai sui compagni di squadra. E così il ritorno al successo è rimandato al Tour con l&#8217;urlo di rabbia dopo la straordinaria scalata dell&#8217;Alpe d&#8217;Huez, la discesa spericolata nelle vittoria di tappa a Morzine ed il terzo posto finale. Ma quel Tour sembra aver trovato, dopo Miguel Indurain, il suo nuovo padrone nel giovanissimo tedesco Jan Ullrich, non a caso soprannominato il Kaiser.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Ed eccoci quindi al &#8217;98, l&#8217;anno del Pirata. L&#8217;anno che lo consacrò nell&#8217;olimpo del ciclismo. L&#8217;anno della vittoria del Giro e del Tour nello stesso anno, impresa riuscita, prima di lui, solo a fuoriclasse assoluti come Coppi, Anquetil, Merckx, Hinault, Roche e Indurain. E, a suggellare il trionfo, due imprese epiche da consegnare alla storia. Lo scontro all&#8217;ultimo scatto per aggiudicarsi la maglia rosa con Pavel Tonkov sulla salita di Plan di Montecampione con il rito della bandana gettata per annunciare l&#8217;attacco e il lancio dell&#8217;orecchino per sentirsi più leggero e spiccare il volo riuscendo così a vincere, trionfare, alzare le braccia al cielo. E l&#8217;attacco sul Galibier al Tour in una giornata resa ancora più leggendaria dalle condizioni atmosferiche, il falso allarme per una caduta quando si concede persino il lusso di una sosta per indossare la mantellina, l&#8217;arrivo a Les Deux Alpes a mani basse fino alla linea del traguardo per non lasciare indietro nemmeno un secondo, la gloria. E pensare che quel Tour lo corse solo per onorare la memoria di Luciano Pezzi, patron della Mercatone Uno, scomparso alcuni giorni dopo la sua vittoria al Giro.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">E poi, proprio quando sembrava avesse definitivamente pagato il conto con la malasorte arriva il &#8217;99. Un Giro da favorito e condotto da cannibale, il capolavoro di Oropa quando, a causa di un guasto tecnico alla bici, inizia la salita in ultima posizione e rimonta, uno ad uno, tutti, tagliando per primo il traguardo. Ma poi all&#8217;improvviso, lo sconforto, la lacerazione, lo stop prima della sua montagna, il Mortirolo, a causa dell&#8217;ematocrito alto (ndr. non doping; ma la percentuale corpuscolare di sangue, che può variare anche a causa dell&#8217;altitudine, superiore al 51 per cento mentre la soglia consentita era del 50 per cento). Quella frase: &#8220;mi sono rialzato dopo tanti infortuni e sono tornato a correre. Questa volta però abbiamo toccato il fondo. Rialzarsi sarà per me molto difficile&#8221; che si è dimostrata purtroppo una profezia.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">E infatti non si rialzò mai più tranne lo scatto di orgoglio, nel Tour del 2000, quando l&#8217;arrogante americano Lance Armstrong dichiarò di avergli concesso la vittoria nella tappa con arrivo sul Mont Ventoux. Le bugie, si sa, hanno le gambe corte e, il giorno dopo, Pantani ristabilì la verità nella scalata del Courchevel, dimostrando la differenza che passa tra un autentico campione ed un discreto corridore costruito in laboratorio.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Dopo quel Tour, qualche apparizione al Giro, qualche scatto ed un inesorabile climax discendente fatto di depressione, solitudine, droga, infamia da parte di quei giornalisti che fino a poco tempo prima lo avevano osannato, e, infine, il drammatico epilogo in un&#8217;anonima stanza d&#8217;albergo.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Su quello che accadde a Madonna di Campiglio il giorno della sua squalifica e sulla sua morte vi sono ancora tanti episodi anomali da approfondire ma non vi è nessun dubbio su chi sia stato il più grande ciclista di tutti i tempi. Grazie Pirata.</p>
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<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><em><strong>∗Questo articolo verrà pubblicato dal Webzine <a href="http://www.oltremedia.org/" target="_blank">Oltre Media</a></strong></em></p>
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