«Non è per punire me ma è contro la Fiom»
Pino Capozzi è impiegato da due anni all’ufficio Engineering e Design della Fiat, nella sede centrale di Mirafiori, a Torino. Si occupa dell’analisi dei costi dei modelli in sviluppo. Per quanto non appartenga certo ai manager – è un impiegato di sesto livello – si potrebbe comunque definire anche lui un «Marchionne boy», seppure solo dal punto di vista anagrafico: è arrivato nel pieno della rivoluzione messa in atto dal nuovo amministratore delegato. Ha 32 anni e non ha fatto le lotte operaie del Novecento. Non è neanche un «comunista»: è iscritto al Pd, e anima un circolo Pd nel suo paese, a Nichelino, nel torinese. Unico «neo»: è un rappresentante Fiom. Eppure questo identikit quasi immacolato non lo ha salvato: è il primo dei licenziati della nuova linea dura scelta da Marchionne dopo Pomigliano. E oggi potrebbe toccare a due delegati e un operaio di Melfi. Leggi Tutto











Sono semplicemente un comunista che mette a disposizione questo spazio virtuale (visitato da un numero di persone sempre maggiore, grazie anche alla vecchia versione del sito) per informare, discutere ed interloquire con il maggior numero di compagne e compagni.