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	<title>Il Brigante Rosso &#187; Comunisti</title>
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	<description>Il Blog di un Comunista</description>
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		<title>Partito ed eletti</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 10:29:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tempo fa vi avevo già raccontato la vicenda del consigliere regionale calabrese, Ferdinando Aiello, passato, dopo pochi mesi dalla sua elezione con la FdS, in SeL. Oggi mi tocca mio malgrado parlare del suo collega Antonino De Gaetano anch&#8217;esso uscito dalla FdS, attualmente in pausa di riflessione, per approdare da qui a poco, secondo i ben [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilbriganterosso.info/wp-content/uploads/2011/06/aiellodegaetano.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-353" title="aiellodegaetano" src="http://www.ilbriganterosso.info/wp-content/uploads/2011/06/aiellodegaetano.jpg" alt="" width="350" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tempo fa vi avevo già raccontato la vicenda del consigliere regionale calabrese, <a href="http://www.ilbriganterosso.info/2010/09/18/se-questo-e-il-nuovo/" target="_blank">Ferdinando Aiello</a>, passato, dopo pochi mesi dalla sua elezione con la FdS, in SeL. Oggi mi tocca mio malgrado parlare del suo collega Antonino De Gaetano anch&#8217;esso uscito dalla FdS, attualmente in pausa di riflessione, per approdare da qui a poco, secondo i ben informati, nel Partito Democratico.<span id="more-354"></span></p>
<div>
<p style="text-align: justify;">Badate bene, non è mia intenzione mettere in discussione la natura delle loro scelte. Credo alle loro parole quando, per giustificare il cambio di casacca, evidenziano le ragioni politiche per le quali è maturata la loro decisione. Penso inoltre che, essendoci il divieto di mandato imperativo, hanno pieno diritto a continuare a svolgere la loro funzione di consiglieri regionali così come deciso dagli elettori calabresi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la loro vicenda, in modo particolare quella di De Gaetano, non solo rimanda alla tanto menzionata etica politica ma è anche e soprattutto utile per provare ad affrontare un ragionamento sul rapporto tra gli eletti ed il Partito.</p>
<p style="text-align: justify;">Personalmente ritengo che un elemento fondamentale ed irrinunciabile per un Partito Comunista sia la supremazia e l&#8217;autonomia dei gruppi dirigenti del Partito rispetto ai compagni che hanno l&#8217;onore e l&#8217;onere di rappresentare il Partito all&#8217;interno delle istituzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo, raramente, anzi quasi mai, ciò avviene, a maggior ragione nell&#8217;attuale situazione di ristrettezza economica che concede agli eletti, i quali muovono i cordoni della cassa, un eccessivo potere.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò fa sì che, spesso e volentieri, i gruppi dirigenti coincidano con i gruppi istituzionali o ne siano diretta emanazione. Per cui non solo il Partito si riduce in un semplice comitato elettorale ma viene a mancare anche quel fondamentale rapporto tra il ruolo del Partito nella società e quello degli eletti nelle istituzioni, trasformando la nostra presenza nelle istituzioni non più in cassa di risonanza per le lotte ma in un inutile esercizio di testimonianza o, ancora peggio, in semplice auto-riproduzione dei gruppi dirigenti/istituzionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Risultato? i comunisti saranno percepiti dalle masse popolari come uguali a tutti gli altri ed avranno gioco facile i qualunquismi di ogni risma.</p>
<p style="text-align: justify;">Per cui, uno dei primi compiti del Partito Comunista che ci apprestiamo a ricostruire sarà proprio quello di trovare i modi per porre rimedio a queste situazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Altrimenti piccoli De Gaetano continueranno a crescere al Sud come al Nord che è tutt&#8217;altro che immune da certe pratiche.</p>
</div>
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		<title>Se il problema fosse l&#8217;alleanza</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 11:32:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunisti]]></category>
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		<description><![CDATA[Sul piano generale è indubbio che il voto amministrativo rappresenti una spallata al governo ed al già vacillante asse Bossi-Berlusconi. Spallata che potrebbe essere decisiva se si dovesse confermare il trend positivo per il centrosinistra anche al ballottaggio, in modo particolare con l&#8217;eventuale vittoria di Pisapia, e se si riuscisse a superare il quorum per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilbriganterosso.info/wp-content/uploads/2011/05/voto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-341" title="voto" src="http://www.ilbriganterosso.info/wp-content/uploads/2011/05/voto.jpg" alt="" width="350" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sul piano generale è indubbio che il voto amministrativo rappresenti una spallata al governo ed al già vacillante asse Bossi-Berlusconi. Spallata che potrebbe essere decisiva se si dovesse confermare il trend positivo per il centrosinistra anche al ballottaggio, in modo particolare con l&#8217;eventuale vittoria di Pisapia, e se si riuscisse a superare il quorum per i referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento.<span id="more-342"></span></p>
<div>
<p style="text-align: justify;">A sinistra (o almeno all&#8217;interno dei partiti percepiti dall&#8217;elettorato come sinistra del Pd) tiene, anche se con un lieve calo, l&#8217;IdV, non sfonda, nonostante il messia Vendola, Sinistra Ecologia e Libertà e sorprende il buon dato della Federazione della Sinistra considerando le condizioni date, l&#8217;oscuramento mediatico ed i sondaggisti che ci davano costantemente intorno all&#8217;uno e mezzo per cento.</p>
<p style="text-align: justify;">Dai dati reali, facendo la media nazionale sulle provinciali, la Federazione si assesta al 3,7 per cento a livello nazionale ed ha buoni o ottimi risultati nei principali comuni chiamati al voto, tranne Torino e Bologna.</p>
<p style="text-align: justify;">Cito appositamente Torino e Bologna poiché dimostrano come il tema delle alleanze seppur importante incide poco rispetto al risultato della Federazione e che non è determinate se si sia o meno in alleanza col Partito Democratico quanto se la FdS sia o meno radicata, sia in grado di proporre un progetto credibile e riconoscibile (vedi Napoli con De Magistris) e se sia quindi in grado di rappresentare o meno un pezzo di società.</p>
<p style="text-align: justify;">A Torino, infatti, la Federazione della Sinistra si presentava in alleanza con Sinistra Critica e alternativa non solo al centrodestra ma anche al centrosinistra e, nonostante Mirafiori, Marchionne e Fassino ottiene un misero 1,15 per cento. A Bologna, al contrario, eravamo in alleanza con il centrosinistra (anche se dopo un percorso tortuoso ed un lungo tira e molla che come al solito ci ha fatto perdere voti sia da destra che da sinistra) ma arriviamo a malapena all&#8217;1,47 per cento.</p>
<p style="text-align: justify;">Per cui se non vogliamo disperdere questo filo di speranza che si intravede dovremmo evitare di perdere tempo a discutere se allearci o meno col Partito Democratico e concentrare invece tutte le nostre energie sulla costruzione della Federazione della Sinistra, come momento unitario con la sinistra politica e sociale, e, al suo interno, ricostruire un forte  ed unitario Partito Comunista in grado di mantenere aperta la questione comunista in Italia per l&#8217;oggi e per il domani.</p>
</div>
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		<title>Rifondazione o Comunista?</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 13:12:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 2011 è sicuramente un anno di grandi ricorrenze per i comunisti in Italia, infatti si festeggiano sia il novantesimo anno della nascita del Partito Comunista d&#8217;Italia sia il ventennale della fondazione del Partito della Rifondazione Comunista. Se sarà anche l&#8217;anno della ricostruzione di un Partito Comunista adeguato alla fase, molto dipenderà dai prossimi congressi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilbriganterosso.info/wp-content/uploads/2011/02/bandierarifondazionesolocomunista.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-257" title="bandierarifondazionesolocomunista" src="http://www.ilbriganterosso.info/wp-content/uploads/2011/02/bandierarifondazionesolocomunista.jpg" alt="" width="350" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il 2011 è sicuramente un anno di grandi ricorrenze per i comunisti in Italia, infatti si festeggiano sia il novantesimo anno della nascita del Partito Comunista d&#8217;Italia sia il ventennale della fondazione del Partito della Rifondazione Comunista. Se sarà anche l&#8217;anno della ricostruzione di un Partito Comunista adeguato alla fase, molto dipenderà dai prossimi congressi del Pdci e del Prc e, quindi, da noi.<span id="more-258"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esigenza e la necessità dell&#8217;unità dei comunisti (a partire dalla riunificazione dei due partiti &#8220;maggiori&#8221;) è stata posta nel 2008, alcuni giorni dopo la disfatta della Sinistra Arcobaleno, da migliaia di compagne e compagni che hanno aderito all&#8217;appello Comunisti Uniti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale proposta è stata subito assunta e rilanciata dal V° Congresso del Partito dei Comunisti Italiani mentre ha avuto una rilevanza minore nell&#8217;ormai famoso Congresso di Chianciano del Prc anche perché era in gioco la sopravvivenza stessa del partito.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2009, dopo che Vendola ed i bertinottiani convertiti al vendolismo lasciarono il Prc, i due partiti comunisti si sono presentati insieme alle Europee con una lista unitaria e, successivamente, hanno dato vita alla Federazione della Sinistra che, è inutile nasconderlo, ha rappresentato, almeno in quella fase, il punto di mediazione possibile tra la proposta di riunificazione dei due partiti avanzata dal Pdci ed il niet opposto dal gruppo dirigente del Prc.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricapitolando: nel 2009 la proposta dell&#8217;unità dei comunisti trovava il consenso del Pdci nella sua interezza e la contrarietà, sia pur con motivazioni e toni differenti, del Prc tranne i compagni della componente che si riunisce attorno alla rivista l&#8217;Ernesto.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2010, per fortuna, quella che Diliberto definisce una proposta di buon senso prima ancora che politica, inizia a convincere anche un pezzo importante e fondamentale del Prc, ovvero Essere Comunisti, a tal punto che il compagno Claudio Grassi per le prima volta, nell&#8217;ottobre scorso, in un&#8217;intervista su &#8220;Il Manifesto&#8221;, accenna alla questione dell&#8217;unità dei comunisti che porrà, in seguito, con la necessaria forza nel suo entusiasmante (a giudicare dalla reazione della platea) intervento durante il I° Congresso della Federazione della Sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Per cui, quella che all&#8217;inizio era una proposta minoritaria o addirittura impensabile (se si andasse indietro nel tempo a prima del 2008), sta via via conquistando sempre maggiore consenso, non solo nella base militante ed elettorale dei due partiti, ma anche nei rispettivi gruppi dirigenti. Ciò nonostante vi sono ancora notevoli resistenze principalmente da parte di alcuni settori del Prc che adducono svariate spiegazioni che vorrei provare brevemente ad analizzare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;unità dei comunisti si può fare ricomponendo la scissione del &#8217;98. </strong>Tale tesi sarebbe valida se si fosse appunto nel 1998, siamo invece nel 2011 e, sia il Pdci che il Prc, hanno subito modificazioni profonde. Inoltre la maggioranza degli iscritti al Pdci nulla hanno a che fare con quella scissione e, in molti, mai hanno militato nel Prc quindi di quale ricomposizione stiamo parlando? Tra l&#8217;altro, un&#8217;ipotesi del genere, non solo sarebbe giustamente accolta con reticenza da una parte del Pdci ma avrebbe anche una scarsa capacità attrattiva verso quei comunisti che negli anni hanno militato in uno dei due partiti o in entrambi e che potrebbero essere riconquistati alla militanza attraverso un processo partecipato di ricostruzione del Partito Comunista del XXI° secolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sono contro l&#8217;unità dei comunisti perché il Pdci, a differenza del Prc, è governista e organico al centrosinistra.</strong> Per smentire questa affermazione basterebbe andare con la mente all&#8217;ultima esperienza del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Governo_Prodi_II" target="_blank">secondo governo Prodi</a> per rendersi conto che il Prc partecipò con un ministro, un viceministro e sette sottosegretari espressione del partito mentre il Pdci scelse di non far parte direttamente del governo con esponenti di partito ma di indicare dei tecnici quali il ministro Bianchi e due sottosegretari. Qualcuno potrebbe obiettare che questo fu una circostanza particolare ma, in questo caso, basterebbe consultare il sito del <a href="http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=R&amp;dtel=03/04/2005&amp;tpa=I&amp;tpe=A&amp;lev0=0&amp;levsut0=0&amp;es0=S&amp;ms=N" target="_blank">Ministero dell&#8217;Interno</a> per scoprire che alle elezioni regionali del 2005 il Prc era alleato e organico al centrosinistra in tutte le regioni tranne la Toscana. Tra l&#8217;altro il Pdci ha fatto una seria autocritica rispetto, ad esempio, alla propria esperienza di governo, così come ricorda lo stesso Diliberto in una recente <a href="http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&amp;f=2&amp;IDArticolo=20154" target="_blank">intervista a &#8220;l&#8217;Ernesto&#8221;</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Prc ha effettuato una serie di innovazioni teorico-culturali che lo rendono incompatibile con il Pdci.</strong> Tralasciando, in questa sede, la portata di tali innovazioni che comprendono, tra l&#8217;altro, l&#8217;abbandono della categoria dell&#8217;imperialismo, tale tesi non solo ci fornisce un&#8217;immagine stereotipata e non veritiera del Pdci (o chissà forse dei comunisti in genere) come luogo incapace di elaborazione politica ma appare anche del tutto pretestuosa se si considera l&#8217;eterogeneità delle posizioni all&#8217;interno del Prc.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;unità tra Prc e Pdci non sarebbe l&#8217;unità tra tutti i comunisti. </strong>È vero, ma nello stesso tempo è vero, per una questione logica prima ancora che politica, che la divisione tra i due partiti &#8220;maggiori&#8221; di certo non aiuta ad unire, mentre, la loro riunificazione potrebbe favorire un reale processo di ricomposizione della diaspora comunista.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>L&#8217;unità deve partire dal basso e non può invece essere calata dall&#8217;alto.</strong> A parte che, secondo la mia modesta opinione, la contrapposizione tra dirigenti e base non dovrebbe appartenere alla cultura comunista, tale tesi inoltre, non solo è offensiva nei confronti di quelle compagne e quei compagni che quotidianamente lavorano fianco a fianco nei territori anche nella speranza di ritrovarsi al più presto in un unico partito ma non corrisponde nemmeno alla realtà perché chi di solito è contro l&#8217;unità &#8220;calata&#8221; dall&#8217;alto poi raramente pratica quell&#8217;unità dal &#8220;basso&#8221; che tanto sostiene a livello teorico.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>Bisogna salvare Rifondazione Comunista.</strong> Questo argomento è, dal mio punto di vista, quello più debole poiché la vera scelta che hanno di fronte le compagne ed i compagni del Prc è se salvare il nome Rifondazione Comunista oppure salvare e rilanciare il progetto della rifondazione e ricostruzione di una forza comunista all&#8217;altezza dell&#8217;attuale scontro di classe (per dirla con le parole del compagno Giannini) e, in questo caso, solo l&#8217;accumulazione di forze e militanza derivante dall&#8217;unità tra Prc e Pdci può consentirci di provare a mantenere aperta la questione comunista in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Questo è il quadro. Ad ognuno di noi la scelta.</p>
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		<title>Quello che avrei detto</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 10:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sera c&#8217;è stata la riunione regionale dei gruppi dirigenti della FdS dell&#8217;Emilia Romagna (in realtà sarebbe meglio dire dei gruppi dirigenti delle componenti la FdS) e, poiché non sono riuscito ad intervenire in quanto bisognava iscriversi entro i primi due interventi mentre, avendo capito male (pensavo entro i primi tre), ho chiesto di essere inserito nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilbriganterosso.info/wp-content/uploads/2010/12/scenografiafds.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-181" title="scenografiafds" src="http://www.ilbriganterosso.info/wp-content/uploads/2010/12/scenografiafds.gif" alt="" width="350" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri sera c&#8217;è stata la riunione regionale dei gruppi dirigenti della FdS dell&#8217;Emilia Romagna (in realtà sarebbe meglio dire dei gruppi dirigenti delle componenti la FdS) e, poiché non sono riuscito ad intervenire in quanto bisognava iscriversi entro i primi due interventi mentre, avendo capito male (pensavo entro i primi tre), ho chiesto di essere inserito nelle lista ad inizio del terzo intervento, socializzo qui il mio intervento.<span id="more-182"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Care compagne e cari compagni,</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">so che potrà sembrare un&#8217;eresia ma credo che, per assurdo, il voto di fiducia ottenuto dal governo possa essere per noi un vantaggio. Infatti tale voto non ha evitato la possibilità di elezioni anticipate ma rafforza tale ipotesi poiché è assai improbabile l&#8217;allargamento della coalizione di governo (vista anche la nascita del polo della nazione) ed è ormai tramontata l&#8217;opzione del governo tecnico.</p>
<p style="text-align: justify;">In queste condizioni si andrebbe quindi al voto con l&#8217;attuale legge elettorale e con tre coalizioni principali: il centrodestra, il cosiddetto terzo polo e il centrosinistra. Se si andasse così al voto, secondo me, ci potrebbe essere una vittoria risicata del centrosinistra (una situazione simile al 2006) con un più che probabile governo di unità nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Uno scenario del genere da un lato renderebbe merito all’attuale posizione (che al momento sembra incomprensibile alle persone normali) della Federazione della Sinistra ovvero l’alleanza qualificata con il centrosinistra senza però impegni di governo e, dall’altro, aprirebbe la possibilità alla creazione del cosiddetto polo della sinistra poiché in quel caso sarebbe impensabile un sostegno ad un governo siffatto da parte dei compagni di SeL.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Veniamo ora a noi. Io credo che la FdS vada costruita al più presto sui territori e fatta conoscere. Del resto proprio qui a Bologna abbiamo l&#8217;esempio virtuoso delle compagne e dei compagni dell&#8217;appennino bolognese che hanno dato vita alla prima <a href="http://pdciemiliaromagna.it/2010/12/03/nasce-la-prima-casa-della-sinistra/" target="_blank">Casa della Sinistra</a>.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Cito tali compagni poiché ritengo che non sia un caso che proprio dove più avanzato è il processo dei unità dei comunisti prima si sia costruita e meglio operi (anche con conseguenti ottimi risultati elettorali) la FdS e ciò sta a dimostrare che l&#8217;unità de comunisti non è in contrapposizione con la Federazione anzi è ad essa complementare ed utile in quanto favorisce il superamento della competizione interna.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Quindi credo che vadano tenute al più presto le assemblee territoriali della FdS evitando di utilizzare il manuale Cencelli nella scelta dei gruppi dirigenti, cercando invece di coinvolgere il più possibile i soggetti esterni (associazioni, comitati di lotta etc.). Propongo inoltre la formazione di gruppi di lavoro della FdS per mettere a valore le esperienze, le competenze e le passioni delle compagne e dei compagni.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Chiudo riprendendo l&#8217;intervento della compagna Corridoni. Sono d&#8217;accordo con lei sul fatto che affinché la FdS sia realmente operativa sia necessario che i gruppi dirigenti che verranno scelti siano autonomi dalla componenti e proiettati verso l&#8217;esterno, credo però che ciò sarà possibile quando nessuna componente della FdS penserà di essere migliore delle altre e, onestamente un passaggio del suo intervento sul PdCI non mi sembrava andasse in questa direzione. Lo dico anche perché nessuno è immune da critiche poiché se non sbaglio non moltissimo tempo fa, proprio a Ferrara, un <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/02/13/un-anno-di-corruzione-nello-st/13119/" target="_blank">ex consigliere provinciale del Prc</a> è stato arrestato per corruzione.</p>
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		<title>Piove, Diliberto ladro!</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 16:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno degli sport preferiti dei &#8220;facebookkiani rossi&#8221; (onde evitare rimproveri, anche io faccio parte della categoria) durante l&#8217;ultima settimana (praticamente dal giorno in cui si è concluso il congresso della FdS) è stato quello di criticare qualsiasi cosa dicesse o facesse il compagno Oliviero Diliberto. Il compagno Venier è addirittura arrivato al punto di cambiare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilbriganterosso.info/wp-content/uploads/2010/11/ombrello.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-149" title="ombrello" src="http://www.ilbriganterosso.info/wp-content/uploads/2010/11/ombrello.jpg" alt="" width="350" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Uno degli sport preferiti dei &#8220;facebookkiani rossi&#8221; (onde evitare rimproveri, anche io faccio parte della categoria) durante l&#8217;ultima settimana (praticamente dal giorno in cui si è concluso il congresso della FdS) è stato quello di criticare qualsiasi cosa dicesse o facesse il compagno Oliviero Diliberto.<span id="more-150"></span></p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Il compagno Venier è addirittura arrivato al punto di <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1637021994&amp;ref=ts#!/notes/jacopo-venier/diliberto-marchionne-e-una-persona-per-bene-non-e-un-nemico-e-piu-bravo-di-monte/469313759813" target="_blank">cambiare il titolo</a> ad un&#8217;intervista per dare l&#8217;idea (a chi si fosse fermato alla lettura del solo titolo) che Diliberto avesse elogiato Marchionne mentre è evidente che, nella stessa, egli sostiene che, essendo Marchionne il volto buono e presentabile del capitalismo italiano, risulta essere, di fatto, più pericoloso di Berlusconi stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma a cosa sono dovuti tutti questi distinguo? Tutte queste prese di distanza? Secondo il mio modestissimo punto di vista la questione è molto semplice.</p>
<p style="text-align: justify;">Il recente congresso della Federazione della Sinistra, nonostante i mille difetti, ha avviato (sicuramente reso più forte anche e soprattutto dopo la presa di posizione del compagno Claudio Grassi e la non chiusura dello stesso compagno Ferrero) il processo di riaggregazione e ricostruzione di un unico Partito Comunista che, all&#8217;interno della FdS, riunisca il PdCI e il Prc e, non a caso, dal giorno dopo (se non prima) è iniziato il fuoco di fila di chi legittimamente è contrario a tale progetto politico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quali sono le obiezioni di chi si oppone all&#8217;unità dei comunisti? Sostanzialmente sono due.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">La prima riguarda il rapporto con le forze del centrosinistra. Si dice che individuare alcuni punti programmatici a partire dai quali caratterizzare la presenza dei comunisti e della sinistra all&#8217;interno dell&#8217;alleanza democratica sia inaccettabile in quanto rappresenterebbe il primo passo verso l&#8217;approdo al governo e una svendita per ottenere qualche poltrona. Alcuni di questi compagni, però, non propongono di presentarsi alle elezioni in modo alternativo al centrosinistra ma di allearsi senza provare a ottenere nulla se non la legge elettorale. Motivo? semplice in alleanza lo sbarramento è al 2 per cento, fuori è al 4. Ma, in ultima analisi, non è questa la posizione di chi chiede solo le poltrone (qualche parlamentare)? Non è questo il modo di ridurre le nostre aspirazioni (e quelle che vogliamo rappresentare) al semplice diritto di tribuna?</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">L&#8217;altro argomento che utilizza di solito chi è contro l&#8217;unità dei comunisti è che l&#8217;unità deve partire dal basso e non può invece essere calata dall&#8217;alto da un gruppo di burocrati. Tralasciando il fatto che tra coloro che lo sostengono vi sia anche qualche burocrate (se per burocrate si intende, secondo l&#8217;accezione da loro utilizzata, una persona che vive materialmente di politica da almeno qualche decennio), il punto è che tale tesi non solo è offensiva nei confronti di quelle compagne e quei compagni che quotidianamente lavorano fianco a fianco nei territori anche nella speranza di ritrovarsi al più presto in un unico partito ma anche non corrisponde alla realtà perché chi di solito è contro l&#8217;unità &#8220;calata&#8221; dall&#8217;alto poi raramente pratica quell&#8217;unità dal &#8220;basso&#8221; che tanto sostiene a livello teorico.</p>
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