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Inserito da Il Brigante Rosso (del 02/07/2009 @ 11:31:35, Tratto da Gianni Miną, linkato 212 volte)
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Alla fine il golpe militare in Honduras, il secondo paese più povero dell’America latina dopo Haiti, ha finito per nuocere più di tutti, per ora, alla nuova amministrazione Usa del presidente Barack Obama, che è rimasto praticamente con il fiammifero acceso in mano, specie considerando la sua più volte affermata intenzione di cambiare metodi e politica nel continente che, una volta, era “il cortile di casa” degli Stati Uniti.
Perchè è vero che Obama ha condannato il colpo di stato in Honduras, dichiarandosi “seriamente preoccupato per la situazione” e chiedendo “a tutti gli attori politici e sociali di quel povero paese di rispettare lo Stato di diritto”, ed è vero che sulla stessa linea si è espressa anche Hillary Clinton, ministro degli esteri, che ha ribadito: “Sono stati violati i principi democratici”. ...

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Inserito da Il Brigante Rosso (del 02/07/2009 @ 11:11:05, Tratto da Antonello Tiddia, linkato 17 volte)
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Si fa un gran discutere se è meglio stare in Cgil o se è meglio uscire e cercare di costruire, subito o comunque in tempi brevi, un altro sindacato. È un tipo di discussione che al momento non mi interessa e che in parte rischia di nascondere un problema, a mio avviso, più importante e cioè come stare in Cgil (io ho scelto di stare con la Rete 28 aprile ). È un problema, quello di come stare in Cgil, drammaticamente urgente visti i tempi del congresso. Non basta infatti definire una piattaforma alternativa a quella della segreteria, occorre dire come condurre la battaglia sindacale, perché non si riduca di nuovo al come garantire i posti ad una burocrazia un po’ più sinistra. Questo è il primo passo, capire,cioè, quali compagne e compagni selezionare per i congressi e per la presenza negli organismi, se puntare di più su quadri di fabbrica o sull’apparato e poi se puntare sulle compagne e compagni conquistati all’ultim’ora o su quelli che con più determinazione si sono battuti per costruire la posizione alternativa. ...

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Inserito da Il Brigante Rosso (del 01/07/2009 @ 11:01:12, Tratto da Peace Reporter, linkato 109 volte)
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Maryam ha 5 anni. E' nata a Taywara, nella provincia centrale di Ghowr. Ma poi la sua famiglia, nella speranza di fuggire dalla miseria, è emigrata nella provincia meridionale di Helmand, finendo a vivere nel campo profughi di Mahajor, alle porte di Lashkargah. La casa di Maryam è una baracca, dove abita assieme ai suoi genitori, Mohammed Tahir e Qamar Gull, al nonno, allo zio, ai suoi quattro fratelli e alle sue due sorelle. Alle tre di mattina del 27 giugno, tutti sono stati svegliati dalle urla della piccola Maryam, schiacciata sotto uno scatolone da venti chili pieno di volantini informativi delle forze di occupazione Nato, lanciato da tremila piedi di altezza. Normalmente questi contenitori si aprono durante la caduta lasciando piovere il loro contenuto. Ma questa scatola, evidentemente, era difettosa. ...

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Inserito da Il Brigante Rosso (del 30/06/2009 @ 14:03:29, Tratto da La Repubblica, linkato 160 volte)
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Vai a protestare davanti all'azienda che non ti paga lo stipendio e continua a chiedere tempo? Se lo fai a Biella rischi di prendere una misura di polizia da stato fascista, il rimpatrio nel comune di residenza con foglio di via obbligatorio. Una minaccia concreta. Una linea che dichiaratamente è prassi. Cinque dipendenti del Gruppo nord servizi, impresa di pulizie che opera in appalto negli uffici postali di Torino e di mezzo Piemonte, martedì sono stati prelevati dagli agenti della questura mentre con una dozzina di colleghi erano in pacifico presidio fuori dai cancelli della srl insolvente. Poi, scortati fino agli uffici dell' Anticrimine e trattenuti per un paio d' ore, hanno un "avviso di avvio procedimento amministrativo", firmato dal vice ispettore Barbara Nunziato. Ai cittadini «colpevoli» di chiedere il salario dovuto - tre donne torinesi di mezza età, un coetaneo e un immigrato romeno - a voce è stato spiegato che l' iter della pratica si sarebbe concluso con l' ostracismo da Biella per due anni, ...

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Inserito da Il Brigante Rosso (del 30/06/2009 @ 13:35:50, Tratto da La Rinascita, linkato 22 volte)
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Occupazione dei binari alla stazione di Fiumetorto, scioperi proclamati a inizio turno e volantinaggio sull'autostrada. Così è andata avanti ieri la lotta degli operai della Fiat di Termini Imerese contro il piano del Lingotto di dismettere la produzione di auto nello stabilimento.
L'incontro dei giorni scorsi con Lombardo potrebbe portare ad un contro-piano da sottoporre all'azienda per un programmi di investimenti che possa rendere “conveniente” seguitare a produrre auto anche a Termini. «Vogliamo incontrare al più presto il gruppo Fiat - spiega l’assessore regionale all’Industria, Marco Venturi - per sottolineare che la Sicilia ha voltato pagina; insomma, che siamo diventati affidabili. Cercheremo di convincere il Lingotto a non togliere la produzione di auto. Ma non abbiamo la bacchetta magica. Ecco, allora, che si potrebbe trasformare l’area di Termini Imerese in un polo di ricerca indirizzato all’ecologia. Potremmo invitare altre realtà a considerare l’investimento, mettendo sul piatto della bilancia incentivi anche fiscali»....

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Inserito da Il Brigante Rosso (del 29/06/2009 @ 21:09:21, Tratto da l'Unitą, linkato 27 volte)
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Sono rimasti per quasi due ore appesi, immobili nel vento, sopra il tetto della cascina che stavano ristrutturando, nella campagna pavese, deserta nell'afa del primo pomeriggio. Nessuno si è accorto di loro, due giovani operai romeni, fino a quando non è passato un contadino alla guida del suo trattore. Ha visto i corpi riversi nel cestello elevatore a 6 metri di altezza e ha cercato un telefono per chiamare i soccorsi. Per i due non c'era più nulla da fare. Una tragica fine per due immigrati in Italia per lavorare. Sono stati uccisi da una scarica elettrica provocata dal contatto del cestello elevatore, su cui stavano operando, con i cavi dell'alta tensione. Non hanno avuto scampo ma anche se ci fosse stato per loro un filo di speranza, il ritardo con cui è stato dato l'allarme lo ha annullato. Al momento non sono state rese note le generalità complete perchè si stanno cercando i parenti. ...

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Inserito da Il Brigante Rosso (del 28/06/2009 @ 22:23:47, Tratto da Gennaro Carotenuto, linkato 173 volte)
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Dopo ore di tentativi finalmente Giornalismo partecipativo riesce a comunicare con P. T. cooperante di un paese europeo residente da anni in Honduras. “Č che il primo segnale che stava succedendo qualcosa è che i militari hanno staccato la luce in tutta la città. Solo da poco ci siamo procurati un generatore, ma abbiamo pochissima benzina perché è razionata, non si vende, e quindi posso restare collegata pochissimo tempo”.
 
Quando avete saputo del golpe?
“In mattinata prestissimo si è saputa la notizia che hanno preso il presidente con la forza. La capitale ha iniziato a reagire, mentre dalle altri parti del paese si è animata la gente a continuare a votare per il referendum. Anzi le ultime notizie sono che anche nella capitale dove può sta votando in massa”. ...

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Inserito da Il Brigante Rosso (del 28/06/2009 @ 16:21:23, Tratto da Il Manifesto, linkato 107 volte)
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La diagnosi dello stato della politica in Italia è semplice: metà dei cittadini si è astenuta alle elezioni, e al ballottaggio e al referendum molto di più. Il quadro è simile in tutta Europa. I socialisti hanno perduto ovunque, il parlamento europeo è largamente di centro destra. Le sinistre radicali sono più deboli del previsto, quelle italiane sono scomparse di scena. In Italia è assente una socialdemocrazia, indebolita altrove. Dovunque spunta o si rafforza una destra estrema. Il segnale è opposto a quello venuto dagli Stati uniti, infatti in Europa per nulla raccolto.
In Italia Berlusconi non supera, come sperava, il 35% ed è meno forte di un anno fa. La Lega va al 10, sono inseparabili. Fini gioca un gioco suo. Se questo porterà a una crisi di governo, sarà prodotta e gestita dalla maggioranza (e apppoggiata dal Vaticano, via Casini). La minoranza è divisa fra un Pd in calo, diviso e confuso e una sinistra radicale in briciole. Neanche i Verdi sembrano fuori dalla crisi, malgrado che Obama negli Usa e molti in Europa vedano nell’ecologia un investimento necessario e un valore-rifugio. L’opzione bipartitica che era stata comune a Berlusconi e Veltroni è caduta....

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Inserito da Il Brigante Rosso (del 27/06/2009 @ 23:03:44, Tratto da Domenico Losurdo, linkato 88 volte)
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Non c'è dubbio che in questi giorni si è assistito a un tentativo di colpo di Stato, fomentato e appoggiato dall'esterno. Ovviamente, tentativi del genere possono aver chances di successo solo in presenza di una consistente opposizione interna. E, tuttavia, la sostanza del problema non cambia.
La tecnica dei colpi di Stato filo-imperialisti, camuffati da «rivoluzioni colorate», segue ormai uno schema ben consolidato:
 
1) Alla vigilia delle elezioni o immediatamente dopo il loro svolgimento una gigantesca potenza di fuoco multimediale, digitale e persino telefonica bombarda ossessivamente la tesi secondo cui a vincere è stata l'opposizione, che dunque viene spinta a scendere in piazza per protestare contro i «brogli»....

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Inserito da Il Brigante Rosso (del 27/06/2009 @ 13:23:33, Tratto da Il Manifesto, linkato 208 volte)
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Si sono incontrati ma andranno avanti ognuno per la sua strada. Da una parte del tavolo Paolo Ferrero (Prc) e l'ex Sd Cesare Salvi. Dall'altra Gennaro Migliore e altri dirigenti di Sinistra e libertà. In mezzo la proposta di «polo della sinistra» lanciata dal segretario di Rifondazione o di «federazione» avanzata da Salvi. L'idea è unire le forze dopo le due sconfitte alle politiche e alle europee pur rimanendo in «contenitori» diversi. Nulla di fatto. Sinistra e libertà ha ribadito che intende consolidarsi, puntando a rafforzare i legami politici con il Pd e perfino con l'Udc in un nuovo, futuro, centrosinistra. Ormai il dado è tratto. Il primo appuntamento dell'alleanza tra Verdi, socialisti, Sd ed ex del Prc sarà un seminario organizzato il prossimo 3 luglio all'Hotel Quirinale a Roma. Un appuntamento aperto ai candidati locali e per Strasburgo che dovrà decidere la «base politica e organizzativa» della lista rosso-verde.
 
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